Una polizza assicurativa adeguata in una sperimentazione clinica è prima di tutto una garanzia per i pazienti che a quella sperimentazione partecipano.
Perché?
Perché in caso di danni che siano conseguenza diretta della sperimentazione i pazienti avranno la certezza del risarcimento (anche se promotore e sperimentatori non dovessero avere soldi per risarcire).
Una buona polizza, però, rappresenta
anche una tutela per gli sperimentatori e per il promotore: in caso di danni
direttamente conseguenti alla sperimentazione e riconducibili a loro
responsabilità essi non dovranno rispondere “di tasca loro”.
Una polizza adeguata, oggi, è presupposto
imprescindibile anche per potere procedere in tutta sicurezza alla cessione dei
dati delle sperimentazioni senza scopo di lucro.
Allora la domanda è:
“Ma come deve essere una polizza per
mettere tutti e tutto completamente al sicuro?”
Risposta:
“Semplice, deve essere perfetta!”
Ok! …. ma che caratteristiche ha la
polizza perfetta?
Beh, qui il discorso si fa un po' più
complesso.
Immaginiamo un grafico cartesiano: sulle
ascisse mettiamo i titoli di responsabilità degli stakeholder della
sperimentazione e sulle ordinate i profili di rischio clinico cui si va
incontro facendo sperimentazione clinica e poi tracciamo …..
No, no, lasciamo stare l’idea del
grafico, molto tecnica, molto scientifica anche molto efficace, ma … io sono un
avvocato e con il grafico … mi perdo.
Che ne dite, invece, di un’immagine
simpatica e anche più facile da memorizzare?
Usiamo l’immagine del mio post.
Così deve essere la polizza perfetta:
come la camicia da notte delle nonne, deve coprire tutto!
E quindi niente esclusioni, niente
limitazioni, niente franchigie, niente scoperti, niente limiti di risarcimento
per protocollo e per paziente.
Solo massimali altissimi, per persona e
per protocollo e postume decennali.
Ecco è questa la polizza che i comitati
etici sognano di trovare sui loro tavoli di lavoro ed è questa la polizza che
tutelerebbe al massimo i pazienti, i promotori e gli sperimentatori.
Ed è sempre questa la polizza che ci
permetterebbe di utilizzare senza rischio a fini registrativi i dati degli
studi profit e di cedere con tutta sicurezza anche i dati degli studi no
profit.
Ma tecnicamente è fattibile la polizza
perfetta?
Certo, tecnicamente è fattibile,
fattibilissima, solo …. quella polizza ci costerebbe troppo.
Le esclusioni, le limitazioni, le
franchigie, gli scoperti, i limiti di risarcimento per paziente e per
protocollo, i limiti temporali non sono “dispetti” che l’assicuratore ci fa;
sono piuttosto strumenti che servono per “calmierare” il prezzo dell’assicurazione.
Per avere un premio economicamente
sostenibile, qualcosa va lasciato “fuori” dalla polizza.
Per ora lasciamoci con l’immagine del mio
post: la polizza che copre tutto ... da qui partiremo la prossima volta per
scendere a dei … ponderati compromessi.