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Sperimentazioni cliniche in Italia: la polizza, l’asse cartesiano e la camicia da notte delle nonne

Michela Boero, 20/10/2023
20 ottobre 2023 di
Sperimentazioni cliniche in Italia: la polizza, l’asse cartesiano e la camicia da notte delle nonne
Studio Legale

Una polizza assicurativa adeguata in una sperimentazione clinica è prima di tutto una garanzia per i pazienti che a quella sperimentazione partecipano.

Perché?

Perché in caso di danni che siano conseguenza diretta della sperimentazione i pazienti avranno la certezza del risarcimento (anche se promotore e sperimentatori non dovessero avere soldi per risarcire).

Una buona polizza, però, rappresenta

anche una tutela per gli sperimentatori e per il promotore: in caso di danni

direttamente conseguenti alla sperimentazione e riconducibili a loro

responsabilità essi non dovranno rispondere “di tasca loro”.

Una polizza adeguata, oggi, è presupposto

imprescindibile anche per potere procedere in tutta sicurezza alla cessione dei

dati delle sperimentazioni senza scopo di lucro.

Allora la domanda è:

“Ma come deve essere una polizza per

mettere tutti e tutto completamente al sicuro?”

Risposta:

“Semplice, deve essere perfetta!”

Ok! …. ma che caratteristiche ha la

polizza perfetta?

Beh, qui il discorso si fa un po' più

complesso.

Immaginiamo un grafico cartesiano: sulle

ascisse mettiamo i titoli di responsabilità degli stakeholder della

sperimentazione e sulle ordinate i profili di rischio clinico cui si va

incontro facendo sperimentazione clinica e poi tracciamo …..

No, no, lasciamo stare l’idea del

grafico, molto tecnica, molto scientifica anche molto efficace, ma … io sono un

avvocato e con il grafico … mi perdo.

Che ne dite, invece, di un’immagine

simpatica e anche più facile da memorizzare?

Usiamo l’immagine del mio post.

Così deve essere la polizza perfetta:

come la camicia da notte delle nonne, deve coprire tutto!

E quindi niente esclusioni, niente

limitazioni, niente franchigie, niente scoperti, niente limiti di risarcimento

per protocollo e per paziente.

Solo massimali altissimi, per persona e

per protocollo e postume decennali.

Ecco è questa la polizza che i comitati

etici sognano di trovare sui loro tavoli di lavoro ed è questa la polizza che

tutelerebbe al massimo i pazienti, i promotori e gli sperimentatori.

Ed è sempre questa la polizza che ci

permetterebbe di utilizzare senza rischio a fini registrativi i dati degli

studi profit e di cedere con tutta sicurezza anche i dati degli studi no

profit.

Ma tecnicamente è fattibile la polizza

perfetta?

Certo, tecnicamente è fattibile,

fattibilissima, solo …. quella polizza ci costerebbe troppo.

Le esclusioni, le limitazioni, le

franchigie, gli scoperti, i limiti di risarcimento per paziente e per

protocollo, i limiti temporali non sono “dispetti” che l’assicuratore ci fa;

sono piuttosto strumenti che servono per “calmierare” il prezzo dell’assicurazione.

Per avere un premio economicamente

sostenibile, qualcosa va lasciato “fuori” dalla polizza.

Per ora lasciamoci con l’immagine del mio

post: la polizza che copre tutto ... da qui partiremo la prossima volta per

scendere a dei … ponderati compromessi.

Sperimentazioni cliniche in Italia: la polizza, l’asse cartesiano e la camicia da notte delle nonne
Studio Legale 20 ottobre 2023
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