Il decreto ministeriale del 14 luglio 2009, che detta i requisiti minimi delle polizze assicurative per le sperimentazioni cliniche dei medicinali, di chi è innamorato?
Ma che domanda è questa? Forse la domanda che si fa un avvocato romantico?
No, è una domanda importante e non c’è nulla di sentimentale.
Il decreto ministeriale del 14 luglio 2009 “è innamorato del paziente”, nel senso che è stato pensato, ideato e strutturato per proteggere chi decide di partecipare allo studio, per fare sì che a fronte di un eventuale danno subito dal paziente nel corso della sperimentazione lo stesso riceva, quanto meno, un congruo risarcimento in denaro.
Ed è più che giusto che il nostro ordinamento abbia scelto di proteggere il paziente!
E’ però anche importante avere sempre a mente ciò, quando valutiamo l’assicurazione di una sperimentazione clinica.
Perché?
Perché così siamo consapevoli che i requisiti minimi fissati dal decreto sono stati congegnati per tutelare il soggetto che accetta di entrare in una sperimentazione e non sono stati invece ideati per tutelare il promotore, lo sperimentatore o il centro sperimentale.
Alle volte, dunque, per far sì che quella polizza tuteli di più anche questi stakeholder noi dobbiamo alzare l’asticella e pretendere qualcosa di ulteriore rispetto a quanto previsto dai requisiti minimi e ciò gioverà anche al paziente.
Quando esaminiamo la polizza di uno studio clinico, teniamo a mente chi siamo nella sperimentazione (promotore, sperimentatore, oppure centro sperimentale) e ricordiamoci sempre di chi è innamorato il decreto che norma le polizze: solo avendo ben presenti questi aspetti approcceremo nel modo giusto all’assicurazione!